martedì 22 dicembre 2009

NATALE a CAPRIGLIA : Tradizione e Storia Di Vincenzo Tulimieri


Il Santo Natale si trascorre in Capriglia, richiamando al tempo stesso un passaggio storico che abbiamo rilevato “nell’archivio parrocchiale”.

La solennità Natalizia a Capriglia è molto sentita ed affonda le radici nel tempo, come avremo modo di raccontare in seguito.

Anche quest’ anno è caratterizzata da una solenne processione che alle ore 24 del 24 dicembre si snoderà per le vie principali del paese con la partecipazione non solo delle Associazioni religiosi, delle Autorità civili e militari, ma anche e soprattutto dal popolo devoto, che, proveniente anche dalle zone limitrofe del Comune di Baronissi e Pellezzano, numerosissimo forma un lunghissimo corteo che chiude la processione.

Al rientro in Chiesa verrà effettuato il “bacio al bambinello” e, quindi una solenne Messa sarà celebrata in un tempio gremito di gente commossa e al tempo stesso gioiosa per la nascita del Redentore. Daremo successivamente i dettagli del programma religioso di quest’ anno.

In processione viene portato un bellissimo Bambinello, adagiato in una urna artisticamente lavorata in oro zecchino.

L’aspetto storico risale al 18O0, quando in un Natale di quel secolo,mentre in Chiesa si svolgeva la cerimonia della Natività,fecero irruzione dei banditi che, sotto la minaccia degli archibugi, imposero alle Signore presenti la consegna di gioielli ed altri oggetti d’ oro.

Era l’epoca del brigantaggio che infestava anche nelle nostre zone e in Capriglia esistevano famiglie di nobili Casati e ricchissime, che in Chiesa occupavano i primi posti.

Il parroco pro tempore, di fronte a simile gesto minaccioso e sacrilego con prontezza di spirito disse ai banditi: “ Avete questo coraggio! Rapinare alla presenza di Dio, nato povero in una mangiatoia”.

Il capo dei rapinatori dinanzi a quella imprevedibile esclamazione disse: “Allora facciamo in questo modo, restituiamo gli oggetti, ma li deponiamo ai piedi di Gesù Bambino, nella capanna del Presepe” e scapparono via.

Da tale episodio ebbe origine una processione che si svolge ogni 25 del mese in forma privata. Il Parroco preleva il Pargoletto e lo trasferisce mensilmente nella famiglia prescelta, iniziando dopo il 6 gennaio di ogni anno.

Anticamente la famiglia che riceveva il Bambinello il 25 novembre lo teneva in consegna sino alla Vigilia di Natale, giorno in cui veniva riconsegnato al Parroco, accollandosi le spese sia liturgiche, che quelle esterne, consistenti nel concerto bandistico, nei fuochi e in dolciumi che si offrivano a quanti partecipavano al prelevamento del bambino Gesù .

Aggiungasi che il Pargoletto restava in passato per l’intera notte tra il 24 e il 25 dicembre, esposto all’adorazione dei fedeli in una capanna all’uopo artisticamente preparata sino all’alba, allorquando veniva portato in processione per il paese.

Nel 1948 il novello parroco rettificò l’orario, disponendo alla mezzanotte del 24 la processione.

I caprigliesi sono santamente orgogliosi di tale storia, che ne ripetono ogni anno la testimonianza con viva fede.

Ci fermiamo qui, ritenendo di aver reso un doveroso omaggio alla festività che ci apprestiamo a vivere nella letizia di un cristianesimo vero, concreto e ricco di solidarietà per chi soffre, nel segno evangelico della pace e amore tra i popoli.

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